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MY KINGDOM, A PLACE OF PEACE

"L'umanità deve mettere fine alla guerra, o altrimenti, la guerra metterà fine all'umanità" JFK

Stefano Scrigna

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March 27

Amati, amiamo

Ho trovato questa bella lettera,credo ispirata dal dibattito sorto qualche mese fa sistemando vecchi quotidiani:

"Fratelli e sorelle Atei e Agnostici. Vi ringrazio di cuore per il vostro annuncio che mi è stato vero stimolo a riflettere!

Taluni mi conoscono: sono un credente in Dio. Non in un Dio qualsiasi, non pensato dai filosofi o riconosciuto dalle molteplici fedi religiose!

Credo nel Dio di Gesù, presentatomi dagli evangeli. Credo nel Dio-Amore, nel Dio che perdona, nel Dio Padre che non abbandona l’Umanità a proprio destino. Nel Dio-Relazione-Amore: amore che si propone ma non si impone, in questo senso per sua natura “impotente”, per cui, impossibilitato di imporre la propria volontà, si schiera dalla parte delle vittime, con cui si identifica, si fa carico delle ingiustizie subite da esse! Credo nel Dio che entra nella storia, non per manipolarla, ma per orientarla verso la vita nella sua pienezza e verità; non per sostituirsi agli esseri umani, come fosse un mago con la bacchetta magica, ma per spingerli ad agire. Un Dio che non si fa vedere e conoscere sovvertendo il corso della storia. Al contrario: si fa conoscere inserendosi nella storia attraverso uomini e donne, attraverso Gesù che chiama “figlio prediletto”, attraverso i suoi “seguaci”, colore che proseguono il suo progetto.

Premesso ciò, per me l’annuncio “Dio non esiste” è una notizia veramente tremenda.

Ed è purtroppo ciò che osservo in buona parte della nostra Società. Si è assopito lo spirito di umanità, di amore, di misericordia, di perdono, di solidarietà, di attenzione per gli ultimi. E’ diminuito lo spirito di fratellanza, di popolo: “liberté, fraternité, egalité” sono mete del passato; “fratelli d’Italia” è una barzelletta; la celebrata “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” è documento da archivio; non parliamo della nostra “Costituzione”. Scivoliamo in un individualismo disgregante ove ognuno difende il proprio orticello. “Libertà” è dare carta bianca ai potenti, liberi da regole e da leggi che limitino il loro potere; “fraternità” è tra élites che difendono i propri interessi di potere (materiali, economici, partitici, ideologici, perfino religiosi). “Eguaglianza”, nella dignità e nei diritti, manco a parlarne!

E’ il caso di dimostrare? Dovrei ricordare guerre, violenze, terrorismi, povertà, emigranti, “extracomunitari”, “bolle” finanziarie e rispettivi “crolli”… bambini, donne e anziani uccisi da tutte queste opere di morte perpetrate dalle nostre mani?

Purtroppo Dio veramente non esiste, laddove i credenti in lui ne hanno oscurato il volto. “Chi vede me vede il Padre” ci ha detto Gesù… e poi “vi dono il mio Spirito: come il Padre ha mandato me (perché ascoltiate la sua voce, vediate il suo volto e le sue azioni) così io mando VOI…” andate a mostrare il suo volto, il suo amore di Padre, difendendo i deboli, i poveri, gli emarginati, liberando gli oppressi…

Il Dio di Gesù ha bisogno di uomini e donne per mostrarsi, farsi sentire ed agire nella storia! Uomini e donne di buona volontà che accettino l’invito di Gesù e che lo seguano liberamente. Uomini e donne che operino per la fratellanza universale, per la pace, per la giustizia… e che lottino con mezzi nonviolenti, ma con determinazione, contro tutto ciò che si oppone alla costruzione di un Mondo più Umano… “Terre Nuove” oggi “e Cieli Nuovi” nel domani a venire!

E’ mia opinione che TUTTI siano chiamati  questa manifestazione di Dio, “credenti” e “non credenti”, oso dire perfino atei e agnostici che, consapevolmente o no, abbracciano il progetto di Gesù. Comunque sia, anche atei o agnostici possono assumere il progetto di Gesù pur restando tali. Quanti ne ho conosciuti e ne conosco, che danno dei “punti” a me “credente”!

Se ciò non accadesse sarebbe veramente una “cattiva notizia”: non solo la fine di Dio nella storia, ma addirittura la fine dell’umanità.

Provvidenzialmente o… fortunatamente, non è così: c’è molta positività tra gli umani che mantengono viva la speranza in un mondo più giusto.

“La buona notizia è che non abbiamo bisogno di Dio”.

Ma quali sono i nostri bisogni? L’elenco sarebbe lungo. Ne cito solo alcuni che ritengo basilari: alimentazione, salute, educazione, ambiente sano, casa… lavoro, equa retribuzione, senza i quali non si possono soddisfare i precedenti bisogni… giustizia sociale, libertà, pace…

Molti di questi bisogni possono essere soddisfatti col “denaro”. Allora noi del primo Mondo possiamo fare a meno del Dio di Gesù. Ci basta il dio-denaro! Con esso compriamo tutto, perché abbiamo deciso che TUTTO è merce e tutto stiamo mercificando. Salvo poi a scoprire che non proprio tutto è acquistabile e ci ritroviamo a mani vuote… Recita la saggezza cinese:

IL DENARO può comprare una casa ma non un focolare;

può comprare un letto ma non  il sonno;

può comprare un orologio ma non il tempo;

può comprare una posizione ma non il rispetto;

può pagare il dottore ma non la salute;

può comprare l’anima ma non la vita;

può comprare il sesso ma non l’amore.

L’amore, la felicità, il perdono, la libertà, la pace, l’armonia e la serenità interiore, non sono acquistabili col denaro, ma dal vivere da fratelli tra i fratelli, non predatori e depredati, ricchi e impoveriti, gaudenti e spogliati: è mia opinione esperimentata!

Allora i poveri? Colore che personalmente dispongono di pochissimi mezzi? I poveri, sovente Popoli derubati dalle nostra Società cristiano-occidentali, si trovano privati dei propri  bisogni primari, che noi chiamiamo “diritti umani”. In Cile, sotto la dittatura di Pinochet, la maggioranza povera chiedeva gridando: “ Pane , lavoro, giustizia, libertà”.

Annunciare ai ricchi, agli accomodati, ai privilegiati delle nostre società benestanti che “non si ha bisogno di Dio”, non crea grande inquietudine, Tutt’al più si mostrano scandalizzati, o timorosi di perdere una “stampella” a cui affidarsi in caso di necessità, o di perdere i guadagni offerti dalle feste e dal folgore religioso, o di non poter più contare su un “alleato comodo e potente” nel nome del quale compiere crimini e scelleratezze: “in ohoc signo vinces”-“gott mit uns (Dio con noi)… O di paventare la fine del “Novus Ordo Seclorum” perché fondato sulla fede in un Dio che elargisce “potere, prosperità e dominio, “In God we trust”, fede propagandata dai loro dollari, che viagginao per il mondo (altro che i bus AMT).

Ma dire ai poveri “Dio? Non ne avete bisogno!” è togliere loro l’unica ancora di salvezza. Essi hanno estremo bisogno di sentire che Dio padre ascolta il loro grido disperato. Che non interviene con miracoli soprannaturali, ma attraverso persone che con amore e disinteresse si mettono al loro fianco e restituiscono speranza, voglia di vivere degnamente e di lottare.

E’ per essi la “buona notizia”: “Lo Spirito del Signore è sopra di me… mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio… Beati gli oppressi perché saranno liberati, beati i diseredati perché erediteranno la terra, beati gli affamati e gli assetati di questa giustizia, perché saranno saziati”.

Ma quando accadranno queste liberazione e soprattutto chi le realizzerà? Gesù stesso da subito inizia ad operare per realizzare ciò che annunzia e accanto a lui TUTTI coloro che seguono il suo progetto. Ed ai suoi collaboratori, chiunque essi siano dice “…beati coloro che soccorrono, perché verranno soccorsi da Dio. Beati i limpidi (nelle loro intenzioni), perché saranno intimi di Dio. Beati i costruttori di pace, perché Dio li riconoscerà suoi figli…”.

Allora se Dio agisce non direttamente ma attraverso uomini e donne, che bisogno si ha di lui? Noi credenti siamo convinti che Dio infonda il suo spirito, la sua forza, con fede nella parola di Gesù: “Vi dono il mio spirito…”. Per tutto il resto siamo esattamente eguali ai non credenti, con i quali “dovremmo” lavorare senza divisioni!

Nella realtà quante persone straordinarie si sono mosse e si muovono nella storia dell’umanità per ridare speranza di vita agli oppressi: Mahatma Gandhi, Martin Luther King… Rachel Corrie… quanti lottano con mezzi pacifici e nonviolenti, i movimenti mondiali per la pace, i vari “Social Forum”… innumerevoli piccole organizzazioni… Emergency… Medici senza Frontiere… Una lista infinita, anche se apparentemente “impotente”, che dà senso umano alla vita!

Credenti di varie fedi e non credenti, atei, agnostici… affratellati tutti dallo stesso obiettivo: un Mondo Nuovo!

Ancora vi ringrazio con la speranza di trovarvi sempre, anche come appassionati critici, sullo stesso cammino!

 

Gianni Russotto

Comitato per la Pace “Rachel Corrie”Valpolcevera"

December 30

Vorrei un Natale diverso...

da Queerblog:
Non poteva mancare una nota di omofobia italiana il giorno di Natale. Purtroppo. È successo ieri 24 dicembre) a Milano, in via Santa Sofia: un ventenne, Enzo, gay, è stato circondato da altri ragazzi, spintonato e insultato. Semplicemente perché Enzo parlava del calciatore Pato, e non come calciatore, ma perché lo ritiene un bel ragazzo. Ha raccontato la vittima:“Stavo passeggiando con un mio amico e parlavamo di ragazzi. A un certo punto ho detto che secondo me Pato, il giovane campione del Milan, è il ragazzo più carino del mondo. Mi hanno sentito e si sono scatenati contro di me”. Per fortuna, alcuni passanti si sono fermati e gli aggressori (da bravi vigliacchi) son fuggiti via quasi subito.
June 27

Crauti's night

Dopo una sera al Wellingtonrockfestival: ecco come rendere più saporita una piacevole serata!!! Tra Blues e hot dog!

hd

June 26

Maturo? Quando cado sono sicuro!!!

Finalmento un peso me lo sono tolto! Ebbene sì! questa mattina alle ore 9:57, firmavo l'uscita e salutavo, con una calorosa stretta di mano, i membri della commissione, con un sorriso stampato su un volto stralunato!!! Ora non mi resta che attendere il 5 luglio, altri 10 giorni per l'esito finale dell'esame!!!
E oggi?? Un bel giro a Pavia, in buona compagnia!!!
Ciaooooooooooooo
Stefano
June 10

VERGOGNA!!!!

Non aggiungo altro, bastano il titolo del mio poste la notizia...

Viterbo: matrimonio religioso negato ad un paraplegico ritenuto incapace di procreare

(articolo di Gian Antonio Stella da Il Corriere della Sera)

Se il «Padre Nostro» riesce a dire tutto in 56 parole, non ne sono bastate il quadruplo al Vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli. Il monsignore doveva spiegare perché ha rifiutato il matrimonio religioso a un ragazzo che, semiparalizzato in un incidente stradale, forse non potrà mai avere dei figli. Ha preferito evitarlo.

Il comunicato della Curia rivendica che la scelta è stata fatta con «attenzione e amore», «rispetto e discrezione». Che le «notizie di stampa circa decisioni ecclesiastiche e divieti in ordine alla celebrazione di un matrimonio debbono indubbiamente qualificarsi non solo come infondate, ma anche come un’operazione di sciacallaggio». Che «sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende né da discrezionalità di giudizio né da intenzionalità dei soggetti». Che «la riservatezza è d’obbligo e la privacy è diritto». Che «tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana». Perché sia stata presa quella decisione, una coltellata nell’anima di quel ragazzo di 25 anni già ferito nel corpo dallo schianto ai primi di maggio, non è spiegato affatto. Come non è spiegato perché, dopo avere ottenuto una lettera in cui i due giovani fidanzati confermavano per iscritto la loro volontà di sposarsi nonostante il colpo durissimo che avevano subito, monsignor Chiarinelli non abbia avvertito l’opportunità di ascoltarli di persona.

La sua risposta, ha scritto Arnaldo Sassi sul Messaggero, è stata «non possumus », senza tanti giri di parole, perché non è certa, da parte di lui, la capacità di procreare. «Impotenza copulativa ». I due ragazzi si sono sposati lo stesso, ieri mattina, nell’ospedale romano dove lui è ancora ricoverato. Matrimonio civile. Nel giorno stesso in cui erano state fissate le nozze prima di quel terribile incidente stradale. Hanno giurato di amarsi e rispettarsi nella buona e nella cattiva sorte, che già li ha messi alla prova. E dicono le agenzie che hanno levato il calice in un brindisi e tagliato la torta e sorriso tra parenti e infermieri. Dio li benedica. E’ un peccato, però, che il vescovo non abbia sentito il bisogno di spiegare meglio la scelta fatta. Non solo per quei due sposi respinti, ai quali resterà per tutta la vita l’amaro in bocca, ma per tanti credenti che, con tutto il rispetto per madre Chiesa magistra vitae e la sua secolare saggezza, faticano a capire.

Tanto più che la storia dei rapporti con la disabilità ha visto straordinari esempi di generosissima dedizione di preti e suore e cristiani al capezzale di chi soffre. Ma è stata segnata anche da una serie di incomprensioni e ostilità che, rilette con gli occhi di oggi, gelano il sangue. Basti ricordare come la deformità, nonostante grandi figure quali sant’Ermanno il Rattrappito (il quale era tutto storto, gobbo, incapace perfino di stare seduto ed era stato dai medici dell’epoca catalogato quasi come un demente, ma era un santo) sia stata per secoli associata al male, al peccato, all’offesa a Dio. E non si trattava solo di rappresentazioni iconografiche in cui Satana era storpio, orrendo, mostruoso. San Gregorio Magno, che aveva un’idea del corpo quale una specie di involucro ripugnante che ricopre l’essenza, era convinto che «un’anima sana non albergherà mai in una dimora malata ». Le leggende medievali bollavano i deformi come frutti del peccato e il « Malleus maleficarum », cioè quella specie di manuale di caccia alle streghe redatto nel 1486 dai domenicani Jacob Sprenger ed Heinrich Kramer, arrivò a ipotizzare che fossero concepiti in un rapporto carnale col demonio. Certo, la « Taxa camarae » di Leone X, il tariffario delle indulgenze dove si legge che «i laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre» e che «uguale somma pagherà il guercio dell’occhio destro, mentre il guercio dell’occhio sinistro pagherà al Papa 10 libbre», sarebbe un documento falso o per lo meno «aggiustato » per ragioni polemiche dai luterani.

Ma è lo stesso Catechismo Tridentino a disciplinare, a proposito dell’Ordine sacerdotale, che «non devono essere promossi agli ordini i deformi per qualche grave vizio corporale e gli storpi. La deformità ha qualcosa di ripugnante e questa menomazione può ostacolare l’amministrazione dei sacramenti ». Quest’idea dell’interferenza del Male nella disabilità, già presente in Dante quando parla dell’epilessia («E quale è quei che cade, e non sa como / per forza di demon ch’a terra il tira») è rimasta a lungo, purtroppo, conficcata nella carne stessa di tanti cristiani. Lo dice la delibera del IV Concilio del Laterano dove si rileva che «l’infermità del corpo a volte proviene dal peccato». Lo conferma il saggio dell’enciclopedia Treccani su «Infirmitas, terapia spirituale e medicina» dove si spiega che la malattia è per molto tempo «uno dei tria mala che caratterizzano la natura e la storia dell’uomo da quando Adamo, con il peccato, ha perduto per sé e per la sua progenie anche l’integrità del corpo di cui godeva».

«E’ l’operato diabolico che ingenera, favorisce e aggrava le malattie nervose, l’isteria, l’epilessia e la follia ma, come l’acqua santa del battesimo scaccia il demonio e lo stesso elemento, spruzzato “sui frutti della terra, sulle viti e sugli alberi, sulle abitazioni dell’uomo, sulle stalle e sulle greggi” è “rimedio e soccorso contro i malefici di Satana”» scrive Paolo Sorcinelli nel libro «Il corpo e l’acqua», «Ugualmente, nei casi delle malattie della psiche, insieme al medico va chiamato anche il sacerdote e le medicine, prima di venir sommi-nistrate, devono essere benedette e asperse con l’acqua santa». Certo, è cambiato tutto. E mille uomini di Chiesa hanno dato mille volte prova di avere oggi un rapporto con la disabilità generoso, spesso eroico e profondamente diverso dal passato. Proprio per questo, però, davanti a un episodio che ferisce due ragazzi già provati dal dolore come quei due sposini di Viterbo, uno si chiede: ma perché?

 
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